Cronaca

Al via la nuova serie tv “Portobello” sul caso Tortora a firma di Marco Bellocchio

Debutta oggi, 20 febbraio 2026, su Hbo Max la nuova serie originale “Portobello”, firmata da Marco Bellocchio. In sei episodi da sessanta minuti ciascuno, il regista torna a scavare nelle ferite aperte della storia del nostro paese, ricostruendo la parabola umana e giudiziaria di Enzo Tortora. Non si tratta di una semplice commemorazione, ma di una minuziosa analisi su uno dei più clamorosi errori giudiziari del nostro Paese.

All’inizio degli anni Ottanta, Enzo Tortora era il volto rassicurante della televisione italiana. Il suo programma, “Portobello”, era un rito collettivo capace di incollare allo schermo milioni di spettatori. Tortora aveva assunto il ruolo di garante all’interno di una comunità che si riconosceva nei suoi modi eleganti e nel celebre pappagallo che non parlava mai.

Tuttavia, il racconto di Bellocchio ci porta rapidamente nel cuore del cortocircuito che ha scosso contemporaneamente la vita del portagonista e quella del Paese. Mentre l’Italia affrontava il trauma del terremoto dell’Irpinia e le dinamiche violente della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, il sistema giudiziario iniziava a percorrere la pericolosa via del pentitismo. È qui che avviene l’impensabile: Giovanni Pandico — interpretato da un magistrale Lino Musella — fa il nome di Tortora. Un’accusa assurda, basata sul nulla, che proprio per la sua natura paradossale finisce per funzionare mediaticamente e e trovare un riscontro giudiziario.

La serie si pone l’obiettivo di smontare il rapporto tossico tra popolarità e giustizia. Bellocchio mette in scena come l’opinione pubblica, un tempo devotissima al conduttore, sia stata capace di trasformarsi istantaneamente in una giuria feroce, alimentata da teorie giudiziari fragili ma capaci di alimentare il fervore del pubblico. Tortora diventa così, in un battito di ciglia, il simbolo del cittadino inerme davanti a una macchina dello Stato che smarrisce la propria funzione per inseguire il consenso o il risultato immediato.

L’uscita di “Portobello” non è solo un evento televisivo, ma assume un peso politico rilevante nel contesto odierno. La serie arriva infatti a ridosso del referendum sulla giustizia. Ripercorre oggi il calvario di Tortora significa confrontarsi con temi che sono ancora al centro del dibattito nazionale: la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere e l’uso delle dichiarazioni degli imputati. Il tempismo della messa in onda trasforma il racconto storico in uno strumento di riflessione che puà tornare utile a tutti gli aventi diiritto di vito, richiamando l’attenzione sulla fragilità delle garanzie individuali e sulla necessità di una riforma che impedisca, una voltas per tutte, il ripetersi di simili tragedie.