Cronaca

Abbandonò la fidanzata durante una scalata e lei morì congelata: alpinista condannato per omicidio colposo

Alla fine di un’udienza durata tredici ore è arrivata la decisione: cinque mesi di reclusione con la condizionale e una multa di 9.600 euro. È questa la pena inflitta dal tribunale di Innsbruck al 37enne austriaco Thomas Plamberger, riconosciuto colpevole di omicidio colposo per colpa grave. Secondo il giudice, durante la scalata al Grossglockner ha abbandonato la fidanzata Kerstin Gurtner, che poco dopo è morta assiderata. La sentenza è arrivata al termine di una giornata lunghissima in aula, con due periti e oltre una dozzina di testimoni ascoltati, tra cui anche i membri del Soccorso Alpino. Il giudice ha precisato che l’imputato non ha agito “a sangue freddo”, ma ha comunque avuto una responsabilità chiara. Per il tribunale, Plamberger ricopriva senza dubbio il ruolo di guida durante l’impresa. Kerstin, è stato detto, era molto meno esperta dal punto di vista alpinistico e si era affidata a lui. Proprio per questo, secondo la corte, avrebbe dovuto valutare meglio le sue reali capacità e le condizioni della montagna. Quel 18 gennaio 2025 la coppia era partita per raggiungere la vetta più alta dell’Austria, 3.798 metri. Le condizioni meteo erano particolarmente dure, c’erano -8º, con una temperatura percepita che arrivava fino a -20º per il vento. Secondo l’accusa, la salita era iniziata con due ore di ritardo, un dettaglio che ha fatto sì che il buio li sorprendesse ancora in quota. A questo si sarebbero aggiunti errori nella pianificazione dell’itinerario, equipaggiamento non adeguato per affrontare un’emergenza e la mancata decisione di rinunciare nonostante il peggioramento del tempo. Intorno alle 20, a circa cinquanta metri dalla cima, i due sarebbero stati colti da una tormenta di neve. Le webcam che inquadrano il massiccio hanno ripreso le loro luci muoversi nell’oscurità. Stanchi e disorientati, si sono trovati in una situazione sempre più pericolosa. Secondo la ricostruzione della procura, Plamberger avrebbe deciso di scendere verso un rifugio per chiedere aiuto, lasciando la compagna sul posto.

Uno dei punti centrali del processo è stato proprio questo momento. Per l’accusa, l’uomo avrebbe agito con grave negligenza, non avrebbe allertato subito i soccorsi, non avrebbe segnalato correttamente la propria posizione e non avrebbe garantito alla donna una protezione sufficiente contro l’ipotermia. Intorno alle 22:50 un elicottero di soccorso li avrebbe avvistati, ma Plamberger avrebbe rassicurato gli operatori sulla possibilità di proseguire. I soccorritori sono stati allertati solo dopo la mezzanotte. Il corpo senza vita di Kerstin Gurtner è stato trovato alle 10 del mattino successivo.
In aula il 37enne si è dichiarato innocente e si è detto profondamente rammaricato. Ha respinto l’idea di aver sottovalutato la situazione e ha sostenuto che le decisioni fossero state condivise. Ma per il tribunale la catena di errori, dalla partenza in ritardo alla gestione dell’emergenza, ha avuto un peso determinante.