È morta Anna Falcone: aveva 95 anni, era la sorella del giudice Giovanni ucciso dalla mafia nel 1992
È morta Anna Falcone, la sorella maggiore del magistrato ucciso dalla mafia nell’attentato di Capaci il 23 maggio 1992. Era la primogenita di tre fratelli e si è spenta a 95 anni, lo scorso lunedì 5 gennaio. Ha affrontato la sua vita con solenne dignità e grandissimo rispetto. Insieme a sua sorella Maria, ha lavorato per dare forma alla Fondazione Falcone, una realtà che ha permesso alle due donne di proteggere con coraggio i valori morali per cui il loro amato fratello ha a lungo combattuto. Anna non ha mai abbandonato quei principi e li ha manifestati con ferma convinzione, prediligendo, però, la strada della discrezione. La donna, infatti, ha scelto per sé, per la sua famiglia e per l’intera Italia di lottare con silenzioso rispetto. Si è battuta per la legalità senza mai sforzarsi di far rumore, tralasciando gesti o parole eclatanti, restando distante da ogni sorta di riflettore. Il suo modo di difendere la giustizia, utilizzando semplicità e modestia, deriva dal suo carattere, da una personalità estremamente riservata. Lei e la sua famiglia rappresentano un simbolo indiscusso della legge, un evidente esempio della battaglia antimafia.
È stato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a comunicare la dolorosa notizia della sua scomparsa, attraverso delle sincere parole cariche di partecipazione e riconoscenza. Con lei è andata via una straordinaria persona capace di incarnare sani valori. Ha saputo onorare e conservare la preziosa memoria di Giovanni Falcone con instancabile cura e un’ineguagliabile forza. L’intera nazione deve custodire il ricordo di una donna che ha vissuto con un nobile proposito: sconfiggere il male che ha reso suo fratello vittima di un’inaccettabile strage.
