Cronaca

Il narcotraffico globale e il ruolo dell’Italia: l’analisi del Viminale nella relazione annuale

Cocaina, eroina, cannabis e droghe sintetiche: le rotte internazionali, le organizzazioni criminali e le strategie di contrasto nel nuovo scenario europeo e globale. La relazione annuale 2025 della direzione centrale per i servizi antidroga del Viminale (Dcsa) fotografa un panorama in continua evoluzione del narcotraffico globale, con particolare attenzione alle dinamiche che interessano l’Italia, il mercato europeo e le rotte transcontinentali. Il documento evidenzia la crescente sofisticazione dei gruppi criminali, sia autoctoni sia stranieri, e l’espansione del traffico di sostanze stupefacenti sintetiche, a partire da cocaina ed eroina fino alle nuove sostanze psicoattive (Nps). In Italia, il narcotraffico è dominato da organizzazioni storicamente radicate come ‘ndrangheta, camorra e cosa nostra, che operano in stretta collaborazione con cartelli sudamericani e gruppi albanesi. La Relazione sottolinea come negli ultimi anni il traffico di stupefacenti abbia assunto maggiore rilevanza rispetto ai tradizionali reati mafiosi, quali estorsioni e usura, per i maggiori profitti e i minori rischi associati. Le consorterie siciliane, tra cui cosa nostra, Stidda e gruppi paracchi, mostrano una struttura articolata che privilegia la presenza capillare sul territorio e la gestione autonoma di specifici canali di approvvigionamento.

Sul fronte internazionale, l’Europa rappresenta il secondo mercato mondiale della cocaina, con un consumo in costante crescita. La Relazione evidenzia la delocalizzazione della trasformazione della cocaina in cloridrato in laboratori clandestini europei, favorita dalla difficoltà di reperire precursori chimici in America Latina e dalla maggiore economicità di controllare le fasi finali della produzione nel Vecchio Continente. Rotterdam e Anversa consolidano il loro ruolo di principali hub europei, mentre la penisola iberica perde gradualmente centralità. Il cartello dei Balcani e i gruppi albanesi hanno acquisito crescente rilevanza lungo l’intera filiera del traffico. Le nuove metodologie di occultamento, inclusa la tecnica chimica, e l’uso del “drop-off” in mare aperto, dimostrano la sofisticazione dei sistemi logistici criminali.

Il mercato asiatico, con Cina, India e Corea del Sud come snodi strategici, registra un’espansione dei flussi di cocaina provenienti dall’America Latina e dall’Africa. La Cina, hub globale per il trasporto containerizzato, ha segnato nel 2023 un aumento dei sequestri di cocaina del 1.372%, confermando l’importanza dei porti di Hong Kong, Shanghai, Shenzhen e Ningbo come punti di transito per il mercato asiatico e oceanico. L’India mostra un incremento esponenziale dei sequestri, prevalentemente negli aeroporti, mentre la Corea del Sud, attraverso il porto di Busan, costituisce un nodo cruciale per la redistribuzione verso Cina e Oceania. L’Operazione Orion della Marina colombiana ha intercettato semisommergibili diretti all’Australia, confermando l’apertura di nuove rotte marittime transpacifiche.

La cocaina non è l’unica sostanza a registrare mutamenti significativi. L’eroina mantiene un mercato persistente, con rotte che coinvolgono Paesi produttori asiatici e traffico via mare e terra verso l’Europa. La cannabis evidenzia una diversificazione dei canali, con crescente diffusione di cannabinoidi sintetici e semisintetici e rischi di esposizione involontaria. L’Italia, grazie alla sua posizione geografica, resta una delle principali destinazioni e rotte di transito, con sequestri di marijuana e hashish lungo i confini e nei porti principali.

Un capitolo rilevante della Relazione riguarda le droghe sintetiche e le NPS. Gli stimolanti di tipo amfetaminico (ATS), catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici, oppioidi sintetici e benzodiazepine rappresentano un mercato in rapida espansione, spesso superiore per diffusione a cocaina ed eroina. L’Italia ha implementato il “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici”, coinvolgendo DCSA e altre istituzioni per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto dei flussi illeciti.

I precursori chimici emergono come elemento chiave nella lotta al narcotraffico. La Relazione evidenzia il ruolo strategico delle partnership pubblico-private (PPP), dove aziende chimiche, farmaceutiche e di logistica collaborano con le autorità di controllo per prevenire il disvio di sostanze utilizzabili per la produzione di droghe. L’Operazione “Molecola” ha consentito di intercettare oltre cinque tonnellate di precursori provenienti dalla Cina, confermando la necessità di controlli rigorosi e coordinati a livello internazionale.

In sintesi, la relazione Dcsa 2025 conferma come il contrasto al narcotraffico richieda approcci multidimensionali, che integrino intelligence, azioni repressive, regolamentazioni sui precursori chimici e cooperazione internazionale. L’analisi delle rotte, delle sostanze e delle dinamiche criminali offre una fotografia dettagliata del mercato globale delle droghe, evidenziando come Italia ed Europa siano attori centrali in una rete transnazionale sempre più complessa e tecnologicamente sofisticata.