Cronaca

Attentato a Sydney, il racconto di una lucchese: “Qui mi sono sempre sentita al sicuro, ora la città è cambiata”

Sydney si è svegliata sotto choc dopo il sanguinoso attentato avvenuto a “Bondi Beach”, una delle spiagge più famose e frequentate d’Australia. Domenica sera, il 14 dicembre scorso, durante un evento della comunità ebraica organizzato per la prima sera di Hanukkah, due uomini hanno aperto il fuoco sulla folla, uccidendo 15 persone e ferendone 40, molte delle quali ancora ricoverate in ospedale. Sei versano in condizioni critiche. Un attacco che le autorità australiane hanno definito terroristico e che il primo ministro Anthony Albanese ha indicato come un «vile atto di antisemitismo». Un evento che ha segnato profondamente una città considerata, fino a poche ore prima, uno dei luoghi più sicuri al mondo. A raccontare l’atmosfera che si respira ora a Sydney è Veronica Lencioni, lucchese, che vive in Australia da otto mesi. «Mi chiamo Veronica, sono di Lucca e vivo a Sydney da circa otto mesi. Qui mi sono sempre sentita al sicuro. È una città pulita, con tantissime telecamere, senza quella percezione di criminalità che purtroppo in altre città esiste. Anche tornare a casa di notte non mi ha mai fatto paura», racconta.

La sera dell’attentato Veronica si trovava a circa 15 minuti dal luogo della sparatoria, a una festa. «Fortunatamente non ero lì. Ma quando ho preso il telefono e ho visto la notizia sui notiziari, visto che se ne sta parlando in tutto il mondo, è stato scioccante. Davvero scioccante». Dopo l’attacco, il volto della città è cambiato nel giro di poche ore. «Le strade si sono svuotate, il centro era deserto. Si respirava un’aria completamente diversa. Prima, con l’inizio dell’estate, c’era un clima felice. Ora no. Quello che è successo cambierà Sydney, cambierà tante cose».

Il pensiero di Veronica va soprattutto alle vittime. «Ci sono persone giovanissime. Una bambina di dieci anni è morta. È una cosa che fa davvero paura, è terrorizzante anche solo pensarci». Bondi Beach non è una zona qualsiasi per chi vive a Sydney. «È un posto che ho sempre frequentato. Sapere che è successo proprio lì fa impressione. Qui tutti ne parlano, c’è molta tensione e si sente che i controlli aumenteranno». Un attentato che ha colpito non solo una comunità, ma l’idea stessa di sicurezza di una città intera. E che, anche a migliaia di chilometri di distanza, arriva fino a Lucca attraverso la voce di chi, fino a ieri, pensava di vivere in uno dei luoghi più sicuri e tranquilli del mondo.