Forte dei Marmi, la sciabolata dello sborone costa carissima: 115 mila euro di risarcimento per lo champagne aperto “da fenomeno”
Si è chiusa con una sentenza del Tribunale civile di Lucca, firmata dal giudice Antonio Mondini lo scorso 5 dicembre, una vicenda iniziata il 1° maggio 2022 in un bar di Forte dei Marmi, e proseguita in tribunale a suon di migliaia di euro. La protagonista è una donna che all’epoca dei fatti aveva 53 anni e che si trovava seduta a un tavolo all’interno di un noto bar di Forte dei Marmi, quando un uomo, seduto poco distante, ha deciso di aprire una bottiglia magnum di champagne non nel modo tradizionale, ma con la tecnica della cosiddetta “sciabolata”. Un gesto scenografico, maldestro e soprattutto pericoloso, eseguito senza alcuna precauzione né avviso alle persone sedute ai tavoli vicini. La bottiglia si è frantumata e una grossa scheggia di vetro ha colpito la donna alla mano destra, provocandole una grave lesione. Trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, le viene diagnosticata una frattura al polso con lesione tendinea, con una prima prognosi di dieci giorni. Il giorno successivo, il 2 maggio, torna nuovamente in ospedale dove viene sottoposta a intervento chirurgico di sutura dei tendini, per una “lesione completa dell’estensore comune e proprio del quinto dito”. Viene dimessa il 3 maggio.
Le conseguenze, però, non finiscono lì. Nei mesi successivi la donna si sottopone a ulteriori cure mediche, anche per una patologia psichica da stress riconducibile all’incidente. Rimane inabile al lavoro per un lungo periodo e subisce una limitazione permanente della capacità fisica, con una riduzione della mobilità della mano pari al 17%, oltre al danno psichico, alla perdita di guadagno, alle prospettive lavorative compromesse e alle spese mediche sostenute.
Per questi motivi cita in giudizio l’uomo chiedendo un risarcimento complessivo di 138.451 euro per danni fisici, morali, estetici, esistenziali e patrimoniali. Il giudice riconosce un risarcimento di circa 85 mila euro, ma durante il processo l’uomo, evidentemente pentito e potendoselo permettere, decide di versarne 115 mila, portando così alla chiusura definitiva della causa.
Caso chiuso, dunque. E lezione imparata, si spera. Perché va bene lo champagne, va bene lo spettacolo, va bene pure fare il fenomeno… ma certe manovre è meglio lasciarle a chi sa davvero farle. Questa volta è andata “solo” così. Poteva colpire un occhio. Poteva andare molto peggio. E una sciabolata sbagliata, a Forte dei Marmi, è costata più di una supercar.
