Operata in gravidanza per un tumore al cervello: salvati mamma e bimbo
“Il più bel regalo di Natale”. Chiara, 22 anni, scopre il tumore durante la gravidanza, la giovane fisioterapista ha visto la sua vita cambiare improvvisamente a metà agosto, durante la sua seconda gravidanza. Alla 22ª settimana, improvvise crisi epilettiche l’hanno portata d’urgenza al pronto soccorso delle Molinette di Torino. Gli accertamenti hanno rivelato un voluminoso tumore cerebrale che comprimeva i lobi frontali, imponendo un intervento immediato. “Una prova durissima”. «È stata una prova durissima – racconta Chiara – mai avrei immaginato di avere un tumore fino alla prima crisi. Quando mi hanno svegliato dall’anestesia, ho subito pensato al bambino: il sollievo nel sapere, dall’ecografia, che stava bene, è stato inimmaginabile. A breve torneremo a casa, dove lo aspetta il fratellino: sarà un Natale davvero speciale».
Il fattore tempo: l’intervento salvavita. I medici si sono trovati di fronte a una decisione complessa: intervenire rapidamente, proteggendo mamma e feto. L’équipe neurochirurgica, guidata dal professor Diego Garbossa e dal dottor Nicola Marengo, ha eseguito un intervento delicatissimo: rapidità, precisione e perdite di sangue minime sono state fondamentali per non compromettere la perfusione del feto. In meno di tre ore il tumore, poi risultato benigno, è stato asportato con successo.
Il parto e il decorso post-operatorio. Chiara ha proseguito la gravidanza sotto stretto controllo ginecologico. Pochi giorni fa è nato il piccolo Mattia, alla 36ª settimana, con un peso di 2.480 grammi. Il parto cesareo è stato eseguito dalla dottoressa Elisabetta Cantanna, con supervisione anestesiologica del dottor Alfio Bonanno. Mattia è stato seguito dalla Terapia Intensiva Neonatale diretta dalla dottoressa Caterina Carbonara. Nei prossimi giorni mamma e bambino torneranno a casa, continuando i controlli con l’équipe neurochirurgica.
Coordinamento multidisciplinare: la chiave del successo. Il lieto fine è stato possibile grazie alla perfetta integrazione delle diverse specialità: ginecologia, ostetricia, anestesia, neurochirurgia e personale infermieristico hanno lavorato in sinergia, garantendo sicurezza e monitoraggio costante. «Il valore aggiunto è stato schierare tutte le competenze necessarie contemporaneamente – spiega Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute – condividere professionalità tra ospedali è fondamentale per la sanità piemontese», conferma l’assessore Federico Riboldi.
Un lieto fine che scalda il cuore. La storia di Chiara e del piccolo Mattia dimostra come il lavoro di squadra, la professionalità e l’umanità dei medici possano trasformare una situazione drammatica in un miracolo di vita, offrendo un messaggio di speranza a tutte le future mamme.
