Cronaca

Rimane invalido dopo un incidente stradale e perde pure il lavoro, risarcimento milionario

Era rimasto gravemente ferito in un tragico incidente stradale in cui un suo amico, originario di Lucca, aveva perso la vita, mentre per lui era iniziato un vero e proprio calvario che lo aveva lasciato menomato a vita, ora per lui il Tribunale di Firenze ha stabilito un maxi risarcimento milionario, a differenza di quello che gli era stato riconosciuto inizialmente dalla compagnia assicurativa. Quella tragica sera di ottobre del 2017, infatti, il ragazzo all’epoca 24 enne, era terzo trasportato a bordo dell’auto guidata dall’amico, che dopo aver perso il controllo era andata a sbattere violentemente contro un cumulo di materiale di riporto, in una frazione di Fucecchio. L’amico che era alla guida era morto il giorno dopo per i gravissimi traumi riportati, proprio nel giorno del suo compleanno. Lui era stato trasportato d’urgenza in ospedale dove si era dovuto sottoporre ad alcuni interventi chirurgici e a una lunga degenza. Finita la quale si era anche rivolto a specialisti per riabilitazione e terapia e chirurghi plastici ma le conseguenze delle lesioni riportate nell’incidente si sono poi rivelate peggio di quello che sembrava all’inizio. E non solo. In un primo momento la compagnia assicurativa, quindi, lo risarcisce con 367 mila euro ma il ragazzo nel frattempo perde anche il lavoro. Scrive infatti in sentenza il giudice Susanna Zanda del Tribunale fiorentino: “Le conseguenze lesive, però, sono state tali da aver impedito al ragazzo di poter, ad oggi, svolgere attività lavorativa compatibile con le sue ridotte capacità fisiche”. Nei giorni scorsi al termine del primo grado civile di giudizio, il giudice ha stabilito per lui un risarcimento danni di circa 1 milione e 40 mila euro, più interessi e spese legali. Dopo aver esaminato tutta la cartella medica del ragazzo e dopo aver disposto una perizia medico-legale, il Tribunale di Firenze ha riconosciuto al ragazzo non solo i danni biologici per la grave e purtroppo definitiva malformazione fisica a seguito dell’incidente, ma anche i danni morali e quelli da perdita del rapporto lavorativo. Il ragazzo era un operaio calzaturiero con una retribuzione mensile di circa 1.200 euro, al momento del sinistro, stando al resoconto processuale, e le sue condizioni nel tempo non gli hanno consentito più di rientrare in azienda o di lavorare altrove per ora e forse anche in futuro. Ecco perché il giudice fiorentino, seguendo le indicazione del perito, ha praticamente triplicato il risarcimento che l’assicurazione gli deve pagare, aggiungendo i danni morali per “l’irrecuperabile danno grave alla vita sociale e relazionale, tale da giustificare un aumento percentuale per personalizzazione del danno”. La compagnia assicurativa nel processo aveva provato a sollevare questioni legate a mancato uso della cintura di sicurezza da parte del ragazzo ma sul punto la perizia, accolta in toto dal giudice che l’aveva disposta, è stata chiara e inequivocabile, e il Tribunale è giunto a concludere “l’ininfluenza dell’allaccio cinture da parte del ragazzo seduto sul sedile posteriore, lato conducente, anche per quanto riguarda le fratture facciali e al cranio”. Questo il verdetto di primo grado.

 

(Fonte Corriere Fiorentino)