Cronaca

Il Consiglio supremo di difesa: “Pieno sostegno a Kiev, nuovo pacchetto di aiuti militari”

Totale aiuto a Kiev, senza se e senza ma. “Il conflitto non mostra segnali di distensione”. Preoccupano l’offensiva russa e l’utilizzo sempre più massiccio di droni. Sul tavolo anche gli altri fronti caldi, dal Libano al Sudan. Senza dimenticare le minacce cybernetiche. Primo punto: Pieno sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà: si è concluso con questa dichiarazione, dopo tre ore di riunione al Quirinale, il Consiglio Supremo di Difesa, confermando la linea del governo già espressa dalla presidente del Consiglio e mettendo a tacere i dubbi avanzati dal vicepremier Matteo Salvini. «In questo senso – spiega una nota- si inquadra il dodicesimo decreto di aiuti militari. Fondamentale rimane la partecipazione alle iniziative dell’Unione Europea e della NATO di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese». La base di partenza è la constatazione che «il conflitto in Ucraina non mostra segnali di distensione»: si osserva «con preoccupazione» l’«accanimento della Russia nel perseguire, a ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale». Kiev, nota il Consiglio, resta «bersaglio di continui bombardamenti contro infrastrutture critiche e civili, con gravi interruzioni energetiche e numerose vittime; il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo». Inoltre preoccupa «l’impiego di droni, che la Russia utilizza anche violando lo spazio areo della NATO e dei Paesi dell’Unione Europea». Se da un lato questi attacchi «hanno confermato la prontezza dell’Alleanza Atlantica», dall’altro evidenziano anche «la necessità per l’Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d’innovazione come quelli contenuti nel Libro bianco per la difesa 2030».

Sul fronte mediorientale, «il Consiglio valuta positivamente il raggiungimento del cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi». Desta però «grande preoccupazione il perdurare di episodi di violenza che causano un alto numero di vittime tra i civili», pur sottolineando che «i sentimenti suscitati dagli avvenimenti a Gaza non possono confluire in quello ignobile dell’antisemitismo che oggi appare talvolta riaffiorare». La strada perseguire per una «pace duratura» è quella più volte indicata dal governo: è «possibile solo attraverso il riconoscimento e la realizzazione della soluzione “due popoli due Stati”» e richiede «un approccio regionale e multilaterale, capace di bilanciamento tra poteri locali e impegno internazionale», garantendo il «disarmo di Hamas» e passando dall’«indispensabile» «attuazione del piano di pace di Sharm el-Sheikh, mantenendo il rispetto del cessate il fuoco da ambo le parti» e riconoscendo l’Autorità nazionale palestinese come «interlocutore fondamentale per l’Italia e la Comunità internazionale». Intanto l’Italia coninuerà a essere «presente nell’assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza e farà la sua parte anche per l’addestramento delle forze di Polizia palestinesi, e nella partecipazione alle iniziative dell’Unione Europea e della comunità internazionale».

Tra i fronti caldi esaminati, anche la situazione nel Sud del Libano, dove «il quadro di sicurezza continua ad essere fragile», la «situazione critica in Libia e nel Sahel», la guerra civile in Sudan, le «forti tensioni» nei Balcani. Sotto la lente di osservazione anche le «minacce derivanti da presenze ostili nel Mediterraneo», la «minaccia ibrida proveniente dalla Russia e da altri attori stranieri ostili», nonché «i gravi rischi» provenienti dalla pervasività dell’Intelligenza artificiale e dalle «operazioni cyber che possono avere come obiettivo le infrastrutture critiche, reti sanitarie, sistemi finanziari e piattaforme logistiche, con il fine di causare interruzioni, ritardi, frizioni e sfiducia sistemica». Sfide alle quali «occorre reagire con necessaria tempestività e capacità, anche attraverso la definizione di nuovi strumenti».

Alla riunione del Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quello dell’interno, Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, quello all’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.

Erano presenti anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani. Prima di chiudere la seduta il Consiglio ha espresso «sentimenti di intensa vicinanza e gratitudine per tutti i militari impegnati nelle varie operazioni in Italia e all’estero».

(Fonte Corriere della Sera)