Lutto nel mondo della televisione italiana ed internazionale. Alice ed Ellen Kessler, le famose ballerine gemelle che contribuirono a rivoluzionare la televisione ed i costumi dell’Italia intera sono morte insieme all’età di 89 anni. Fuggite all’età di 18 anni dalla DDR (ex Germania est dove sono cresciute ed anno studiato ballo e canto al teatro D’opera di Lipsia) si trasferirono a Parigi e in seguito arrivarono in Italia. Il loro primo successo arriva con Giardino D’Inverno di Antonello Falqui, con Gorni Kramer direttore d’orchestra e Don Lurio alle coreografie. La loro cover del quartetto Cetra Pollo e Champagne e Concertino è un trionfo ed approdano in Rai con la sigla di Studio Uno, il celebre Da-Da-Un-Pa. Avranno successo anche nel cinema: Dino Risi le vorrà nel suo film Il Giovedì e affiancheranno Sordi in un episodio del film I complessi mentre porteranno le opere di Brecht in teatro. La loro capacità canora e la loro bellezza saranno anche oggetto di scandalo, complici le loro vertiginose gambe e una nota marca di collant.
Le gemelle Kessler avevano risvegliato i sensi di una nazione con la loro freschezza e libertà di costumi. Non solo i desideri maschili ma anche quelli delle donne che, videro nelle lunghe gambe scoperte delle gemelle Kessler un simbolo di emancipazione. Nel 1974 il duo poserà per playboy facendo sì che la rivista raggiungesse il picco massimo di vendite fino ad allora. Due bombe all’idrogeno di spensieratezza e talento eclettico, due diamanti simbolo del boom economico e della rivoluzione culturale e sessuale italiana. La repubblica federale tedesca conferirà loro la croce al merito, in seguito la loro carriera e le loro apparizioni saranno sempre più sporadiche lavorando per lo più per la televisione tedesca. Vivranno insieme fino alla morte a Monaco di Baviera in due appartamenti comunicanti. Sempre legate in modo indissolubile si sono spente quest’oggi, avrebbero optato entrambe per il suicidio assistito e da testamento la loro volontà è quella della cremazione e la sepoltura nella stessa urna. Insieme nella morte come in vita. Una singola anima divisa in due corpi .
