Cronaca

Montecatini, ristoratore insulta gruppo di turisti “Cinesi di m***a”, ma scoppia il caso, nonostante le scuse

A Montecatini bastano pochi secondi di video per trasformare una cena tranquilla in un caso internazionale. Un gruppo di turisti taiwanesi entra alla Pizzeria del Pazzo, ordina cinque pizze pur essendo in sedici. Il titolare, Patrizio Pazzini — volto noto sui social per i suoi video “alla toscana” e fratello dell’ex attaccante Giampaolo Pazzini — tira fuori il telefono e li riprende insultandoli: «Cinesi di m…», «Andatevene a fanc…», «Siamo alla follia, 16 cinesi 5 pizze». Il filmato finisce online e in poche ore diventa virale, arrivando perfino ai telegiornali di Taiwan. Pazzini rimuove il video, poi pubblica le scuse: «Chiedo scusa a tutto il popolo cinese e a Taiwan, noi italiani siamo scherzosi». Ma l’ondata non si ferma. Intercettato dalle tv locali, racconta il dietro le quinte del suo “incidente mediatico”: «Io faccio questi video come se fossi un influencer, anche se non lo sono. Sono un giorno e mezzo davanti a Trump e Meloni nelle tendenze. Sono esterrefatto. Sono stato frainteso! Ho ricevuto 746 telefonate. Il tg di Taiwan dice che sto cercando uno che fa sushi. Tante persone mi chiamano per un posto di lavoro. Chiedo umilmente scusa… sto avendo paura».

Nel frattempo il caso esplode anche a Montecatini. E interviene il sindaco, Claudio Del Rosso, con un messaggio che cerca di abbassare i toni pur condannando il gesto: «In città conosciamo questa persona, è uno che scherza sempre. Non credo volesse offendere nessuno: voleva solo fare un video per i like, anche se in modo molto sbagliato. Ha commesso un errore, anche grave, e le scuse sono dovute. Oggi è vittima di se stesso e di quei social che tanti usano male pur di apparire». E poi un chiarimento sull’immagine della città: «Montecatini è da sempre una città turistica, aperta al mondo. Questo episodio non rappresenta la nostra comunità». Da un lato le offese inaccettabili, dall’altro un uomo travolto da un’ondata che non si aspettava. E in mezzo un punto che resta evidente: quando accendi la fotocamera e premi “pubblica”, quel video non è più tuo. È del mondo. E il mondo, spesso, non perdona o comunque giudica e reagisce come meglio ritiene. Occhio.