“Scandalo”, la commedia brillante sul pregiudizio, sui rapporti fra il maschile e il femminile, sui tabù
È andata in scena lo scorso 19 ottobre a Spoleto la prima del nuovo spettacolo scritto e diretto di Ivan Cotroneo, “Scandalo”, una rappresentazione teatrale moderna, spregiudicata e ideata con un proposito ben preciso: scardinare i pregiudizi che ancora resistono nella nostra società. In un mondo in cui tutto apparentemente sembra essere evoluto e andato oltre antichi tabù, esistono ancora vecchi limiti che incatenato le donne. L’obiettivo della sceneggiatura è proprio questo, dimostrare che in una realtà in cui si grida alla libertà, ci sono ancora delle grandi restrizioni che nulla hanno a che fare con l’essere realmente liberi. La protagonista è una cinquantenne, Laura, interpretata dall’attrice Anna Valle e accanto a lei nello sviluppo della trama c’è il talentuoso Gianmarco Saurino nel ruolo di Andrea, un ragazzo molto più giovane; 24 anni li dividono. Laura è una scrittrice, vedova di un uomo molto più adulto di lei e la stessa distanza anagrafica, che ora c’è tra loro, la separava dal marito. È abituata ad essere soggetta a polemiche, per lei non è una novità sentirsi giudicata. Nulla la tocca, Laura è libera, non si ferma di fronte ai limiti che gli altri vorrebbero imporle, per lei passioni e istinti sono tutti da vivere. Sanno bene che la loro relazione farà scandalo, ne sono consapevoli, ma davvero il peso del giudizio dovrebbe contare più di ciò che provano? Per i due la risposta è no, perché Laura desidera soltanto amare ed essere amata, e Andrea condivide il suo stesso pensiero, non è un uomo legato a vecchi retaggi patriarcali, ma un ragazzo che attraversa ogni sfumatura delle sue più intime sensazioni.
Le scene sono state costruite per mettere in evidenza una realtà di cui non ci accorgiamo, perché è l’educazione che viene impartita sin da bambini che costruisce un immaginario della donna che riconosciamo e in cui, purtroppo, crediamo. È imposto un modello di purezza, un ideale privo di istanti passionali, un’immagine quasi perfetta. È un muro che ingabbia e costringe all’infelicità tantissime donne a cui viene tolta la possibilità di scegliere chi essere. Esiste un sottile velo nascosto tra i principi morali della società che detta delle precise regole su cosa sia adeguato e cosa risulti essere, invece, inaccettabile. Sembra assurda, quindi, l’idea di guardare una donna che agisce come Laura, risulta sbagliato il modo in cui pensa e vive. La differenza d’età provoca giudizi, l’espressione delle sue passioni suscita polemiche, il gioco di potere che inevitabilmente si instaura nel loro rapporto scandalizza. Se è un uomo a stare con una donna molto più giovane o più adulta non è un problema. Se è un uomo a manifestare pubblicamente i suoi istinti più spregiudicati non viene criticato. Se è un uomo che gestisce la propria relazione, esercitando un eccessivo potere e manipolando le scelte della donna, passa quasi inosservato.
Gli stessi attori hanno espresso la loro opinione a riguardo e non hanno nascosto la loro visione. Gianmarco Saurino ha dichiarato che recitare in questa produzione teatrale è stata un’esperienza autentica, un percorso che gli ha permesso di comprendere quanto numerosi tabù non siano realmente superati. Tutto dovrebbe cambiare concretamente, le donne meritano una reale uguaglianza, una vera parità. È uno spettacolo che indaga le sfumature più profonde della discriminazione di genere e lo fa in una chiave indubbiamente efficace. Prova a denunciare ogni contraddizione, affidando alla bellezza del teatro l’incarico di trasmettere un essenziale messaggio. Il tour, cominciato già da qualche settimana, terminerà a Chieti con gli ultimi due appuntamenti che si svolgeranno il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026.
