“Su una scala da 1 a 10, l’incontro con Xi è stato 12”: così ha dichiarato soddisfatto Donald Trump dopo il bilaterale durato un paio d’ore con il presidente Xi Jinping in Corea del Sud, che segna un momento di distensione dopo anni di rapporti non facili tra le due potenze. Già da subito i due leader si sono mostrati cordiali e sorridenti nel stringersi la mano nonostante il presidente Trump un po’ prima del vertice aveva scritto sul suo social network Truth l’ordine diramato al Pentagono per la ripresa dei test nucleari. Tuttavia ha anche aggiunto che “la Cina ha concordato di avviare il processo di acquisto di energia Usa. Potrebbe infatti aver luogo una transazione su larga scala per l’acquisto di petrolio e gas dal Grande Stato dell’Alaska. Chris Wright, Doug Burgum e i nostri rispettivi team energetici si incontreranno per valutare se sia possibile raggiungere un accordo energetico”. È il classico gioco del bastone e della carota e figuriamoci quanto possa importare alla diplomazia cinese che comprende benissimo queste strategie. Anche il presidente Xi Jinping ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per ciò che riguarda gli aspetti economici e commerciali riguardo gli scambi tra i due paesi: “I team economici e commerciali dei due Paesi hanno scambiato opinioni approfondite su importanti questioni economiche e commerciali e hanno raggiunto un consenso sulla loro risoluzione”, riportato dall’agenzia Xinhua. Per quanto non tutte le questioni sono state definite nei dettagli l’incontro ha prodotto risultati soddisfacenti: i dazi nei confronti delle merci cinesi sono stati ridotti e raggiunta un’intesa anche per quello che riguarda le terre rare a livello globale che tuttavia dovrà essere annualmente rinegoziata in relazione ai flussi commerciali della Cina. Potranno sorridere anche gli agricoltori statunitensi in quanto è stato raggiunto un accordo per quanto riguarda la soia prodotta negli USA, un prodotto che è molto richiesto in oriente. I due presidenti hanno anche promesso che prossimamente si scambieranno visite reciproche nei rispettivi paesi e toccato il tasto dolente del conflitto in Ucraina che probabilmente sottotraccia era uno dei motivi principali che ha spinto Donald Trump a volere questo incontro con Xi. Possiamo presumere che il presidente USA volesse far leva sulla partnership strategica che la Cina ha con la Russia e con la vicinanza che Xi ha con il presidente russo Vladimir Putin. Trump avrebbe voluto incontrare anche il nordcoreano Kim Jong-un ma non è stato possibile. Il presidente USA ha comunque fatto sapere che Stati Uniti e Cina collaboreranno su questo dossier per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina dove la Cina – e non solo – ha forti interessi economici essendo una potenza di stampo commerciale; nessuna discussione invece su Taiwan la cui questione resta sul tavolo. Xi Jinping ha inoltre apertamente apprezzato l’operato di Trump per raggiungere una tregua a Gaza sostenendo che Usa e Cina devono essere “partner e amici”, per quanto “non sempre vedono le cose allo stesso modo”. Esistono delle diversità di vedute e di impostazione politica tra i due presidenti che secondo Xi sono tenuti a “mantenere la giusta rotta e garantire la navigazione costante della gigantesca nave delle relazioni Cina-Usa” aggiungendo che la visione improntata alla crescita dei due paesi è simile e che si può conciliare pacificamente. È il modello win-win che la Cina applica con tutti i paesi con cui ha relazioni che prescinde da una impostazione strettamente politicizzata (la Cina applica il principio di non ingerenza nei confronti degli altri stati) a favore di un approccio pragmatico per raggiungere un accordo che soddisfi entrambe le parti in causa. E sperando che questa atmosfera di distensione non sia un fuoco di paglia per una volta possiamo essere soddisfatti pure noi.
