Esteri

Israele e l’accusa all’Unifil di aver abbattuto un suo drone nel sud del Libano

In un comunicato rilasciato in rete dall’Unifil ieri 27 ottobre 2025 apprendiamo che “un drone israeliano si è avvicinato a una pattuglia dell’Unifil che operava a Kfar Kila in Libano sganciando una granata contro le forze di peacekeeping” che quindi “hanno applicato le necessarie contromisure difensive per neutralizzare il drone” aggiungendo che “poco dopo un carro armato israeliano ha aperto il fuoco in direzione dei caschi blu”. Il comunicato continua affermando che “fortunatamente l’attacco non ha causato né feriti né danni” e sottolineando che “queste azioni delle Forze di difesa Israeliane violano la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e la sovranità del Libano e dimostrano disprezzo per la sicurezza delle forze di pace impegnate nell’esecuzione dei compiti affidati dal Consiglio di Sicurezza nel Libano meridionale”. Secondo l’IdF invece “un’indagine preliminare ha rivelato che l’Unifil ha sparato deliberatamente contro il drone, nonostante non rappresentasse alcuna minaccia” ammettendo che “le forze dell’Idf hanno lanciato una granata a mano nella zona in cui è stato abbattuto il drone” ma che “non sono stati sparati colpi contro le forze Unifil”. Già nello scorso settembre le forze di interposizione internazionali nel sud del Libano, tra le quali vi è anche un contingente italiano, avevano denunciato episodi analoghi prontamente smentiti dagli israeliani che sostengono di avere preso di mira le postazioni di Hezbollah e non i caschi blu.

È un teatro dell’assurdo quello a cui assistiamo considerato che un esercito accusato da più parti di genocidio, che non ha alcuno scrupolo a colpire i civili, le missioni diplomatiche, gli operatori sanitari, che prende Gaza per fame con il blocco sistematico degli aiuti umanitari, che è in grado grazie ai servizi di intelligence di colpire obiettivi sensibili come le abitazioni e le famiglie di alti esponenti politici dei paesi a loro ostili, ebbene questo esercito si permette il lusso di lamentarsi per un drone per altro giustamente abbattuto dai caschi blu. Ci vuole una bella faccia tosta, per non dire peggio, a rilasciare dichiarazioni del genere; come al solito devono ringraziare il “grande cugino” degli Stati Uniti d’America se possono permetterselo. Ultimamente però persino Donald Trump ha avuto parole affatto concilianti nei confronti dell’alleato israeliano che con il suo atteggiamento aggressivo su tutti fronti si è messo il mondo contro: con quello che io chiamo classicamente il suo piglio da affarista Trump ha condotto Netanyahu a più miti consigli per non dire che l’ha messo proprio in riga. La postura estremamente ostile e violenta dei ministri dell’estrema destra israeliana in questo momento è troppo anche per gli statunitensi e non aiuta di certo né la distensione né il dialogo e nemmeno i progetti speculativi in un’ottica imprenditoriale come quella di Trump. Tantomeno può giovare al processo di pace apertamente osteggiato e boicottato da personaggi come Smotrich e Ben-Gvir, tanto più che a Gaza non cessano le pesanti violazioni della tregua e, come possiamo presumere da episodi come le continue provocazioni nei confronti dei caschi blu in Libano, da parte di Israele c’è un disegno di espansione che si proietta in tutto l’ambito regionale a scapito dei paesi confinanti.