Esteri

Continuano le tesioni tra Israele e Hamas, tregua fragile, popolazione civile ancora a rischio, il nodo degli aiuti

Una fragile tregua tra Israele e Hamas, mediata nell’ambito di un piano di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, continua a reggere una settimana dopo il suo annuncio. Ora pare che Hamas stia preparando un attacco contro i civili a Gaza, verosimilmente di fazioni interne contrapposte. Israele e Hamas comunque si accusano reciprocamente di violare l’accordo di pace, aumentando l’incertezza sulla possibilità che la tregua possa durare abbastanza a lungo da permettere di passare alla fase successiva del piano.

Secondo l’accordo, Hamas avrebbe dovuto rilasciare tutti i restanti 48 ostaggi, vivi e morti, entro lunedì. Il gruppo ha consegnato 20 prigionieri sopravvissuti e 10 corpi, anche se le autorità israeliane hanno successivamente dichiarato che uno dei cadaveri non apparteneva a un ostaggio. L’ufficio del primo ministro israeliano ha quindi chiesto la restituzione di tutti i restanti corpi, mentre Hamas ha accusato Israele di aver violato il cessate il fuoco con attacchi che hanno ucciso più di 20 persone negli ultimi giorni.

Nonostante la tensione, alcuni segnali di calma sono tornati a Gaza. I residenti sono tornati a Gaza City, una volta devastata da mesi di bombardamenti, con famiglie che si spostano verso nord trasportando i loro beni su camion e ricostruendo rifugi improvvisati su terreni sgomberati. La tregua ha portato un breve sollievo per i civili, ma entrambe le parti rimangono divise sull’implementazione dei prossimi passi del piano di pace, compreso il disarmo di Hamas e il ritiro militare israeliano dall’enclave.