Esteri

Trump ha dato il via libera alla Cia per operazioni in Venezuela per spodestare Maduro

Secondo una pratica già nota in passato l’amministrazione Trump avrebbe autorizzato la Cia a condurre operazioni segrete in Venezuela nel tentativo di spodestare il presidente Maduro. È una campagna già messa in atto dalla marina statunitense che da qualche settimana mette sotto tiro le imbarcazioni a largo delle coste venezuelane sospettate di appartenere alla rete internazionale del narcotraffico, accusa che secondo analisti e funzionari di diversi governi appare infondata. Campagna che a questo punto subisce una pesante escalation e ci riporta ai tempi della baia dei Porci a Cuba, del golpe di Pinochet in Cile, dello scandalo Reagan-contras e potrei citare molti altri episodi. In questa prospettiva di destabilizzazione va inquadrato anche il premio Nobel assegnato a Corina Machado oppositrice di destra del governo bolivariano che addirittura ha esplicitamente chiesto agli USA di invadere il proprio paese. I “whistleblower” che hanno fatto trapelare la notizia delle operazioni segrete sono stati molto chiari: la caduta di Nicolas Maduro è la priorità. Dopo che il New York Times aveva riportato la notizia Trump ha ammesso di aver autorizzato questo tipo di operazioni e aggiunto “ora stiamo certamente pensando a un attacco via terra, perché abbiamo il mare sotto controllo”. La CIA a questo punto avrebbe la possibilità di portare a compimento azioni letali sia in Venezuela che nei Caraibi, sia per conto proprio che in coordinamento con l’esercito. Non è certo se l’agenzia di sicurezza abbia già stilato un piano mentre l’esercito sta già pianificando su questo scenario eventuali attacchi di terra e a questo proposito ha già disposto un rafforzamento della presenza militare nella regione già forte di 10.000 uomini nelle basi di Porto Rico oltre a un contingente di marines imbarcato su navi anfibie, otto navi da guerra e un sottomarino. Le fonti anonime accreditate dal New York Times hanno appreso le nuove disposizioni presidenziali da un documento altamente classificato. Il Venezuela dal canto suo ha definito come “bellicoso” il linguaggio di Trump accusandolo di “legittimare un cambio di regime con l’obiettivo finale di appropriarsi delle risorse petrolifere venezuelane” e denunciandolo come “una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite”. Caracas ha presentato formale protesta e sono state interrotte le relazioni diplomatiche con gli USA. La CIA già da da tempo ha l’autorità di collaborare con i governi dell’America Latina su questioni di sicurezza e di intelligence tuttavia fino a ora queste disposizioni non consentivano operazioni letali dirette. Ancora una volta gli Stati Uniti tentano di ridurre il Sud America al loro cortile di casa oltre che delineare una linea strategica esplicitamente aggressiva e probabilmente poco accorta per usare un eufemismo. Il rischio tangibile che si apra un fronte caraibico è molto alto: da poco è stato siglato un accordo militare tra Cuba e la Russia. Siamo già dentro un conflitto globale che si sposta su più teatri e mi ripeto per l’ennesima volta dobbiamo solo sperare che il fronte di battaglia non si avvicini troppo.