“Andate a lavorare”, così un consigliere comunale lucchese ha commentato sui social un post su chi ha manifestato per Gaza
Un commento breve, ma sufficiente a sollevare domande, a suscitare riflessioni. Sotto un post social di un articolo (pubblicato da Lucca in diretta) che raccontava l’adesione della Cgil alla manifestazione per la pace a Livorno, il consigliere comunale lucchese Lido Fava (Fratelli d’Italia) ha scritto semplicemente: “Andate a lavorare, forse sarebbe meglio”. Come detto un commento breve, poche parole, che però nel giro di poche ore ha iniziato a circolare su altre pagine social e nei gruppi cittadini. Nessuna bufera, almeno per ora, ma un confronto che si è aperto spontaneamente: c’è chi ha letto in quella frase una provocazione fuori luogo, e chi invece la considera un commento legittimo, anche se ironico o mal calibrato. Il contesto in cui arriva, però, è delicato. In queste settimane le manifestazioni per chiedere un cessate il fuoco a Gaza stanno riempiendo le piazze italiane. A livello internazionale, le stime parlano ormai di oltre 20.000 bambini e più di 70.000 civili palestinesi uccisi nei bombardamenti. Numeri che pesano, e che spiegano perché tante persone — studenti, insegnanti, lavoratori, famiglie — scelgano di manifestare per la pace. Il commento del consigliere Fava si inserisce dunque in un clima carico di tensioni e sensibilità diverse, dove ogni parola assume un significato particolare. Non si tratta solo di opinioni politiche, ma anche di linguaggi, di percezioni, di rispetto per chi scende in piazza — o per chi sceglie di non farlo. Per ora, nessuna replica ufficiale né da parte del consigliere né dal suo partito. Ma la discussione è aperta, e tocca un punto più ampio: in un momento storico così fragile, quanto contano le parole di chi rappresenta le istituzioni? Da meditare…
