Truffa online da 35mila euro sventata dai carabinieri, la vittima ingannata da finti operatori bancari
Una truffa sofisticata, giocata sull’inganno e sulla paura, stava per costare caro a una donna della provincia di Cremona. Grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri della Stazione di Romanengo, però, i 35mila euro che la vittima aveva trasferito su un conto indicato dai truffatori sono stati bloccati e restituiti. L’episodio conferma la diffusione di raggiri online sempre più complessi e l’importanza di denunciare subito i sospetti.
La vicenda risale allo scorso giugno. La donna, contattata prima con un messaggio che sembrava provenire da una nota società di pagamenti digitali, era stata informata di un presunto pagamento anomalo. Da lì era iniziata una catena di telefonate da parte di falsi operatori, finti carabinieri e persino un sedicente membro della polizia postale. Tutti, con numeri cloni e storie ben costruite, le avevano prospettato l’ipotesi che il suo conto fosse sotto inchiesta. Per “mettere al sicuro” i risparmi, l’avevano convinta a trasferire immediatamente i soldi su un conto corrente indicato dagli stessi truffatori.
Convinta di collaborare con le autorità, la donna si era recata in banca ed aveva disposto un bonifico da 35mila euro. Subito dopo era stata persino invitata a presentarsi dai Carabinieri di Cremona per denunciare la propria banca. Una volta in caserma, però, aveva compreso l’amara realtà: non c’era alcuna indagine in corso, era stata raggirata.
Ricevuta la denuncia, i Carabinieri di Romanengo si sono attivati immediatamente, contattando il vero ufficio antifrode della banca. Grazie alla rapidità delle verifiche e alla collaborazione con l’istituto di credito, il bonifico è stato riconosciuto come sospetto e bloccato, con conseguente restituzione della somma alla vittima.
Le indagini hanno poi permesso di risalire al presunto beneficiario del conto: un uomo di 41 anni, residente nella provincia di Catania e con precedenti penali, che è stato denunciato per truffa all’Autorità Giudiziaria.
Il caso evidenzia la pericolosità di queste truffe online, capaci di simulare numeri ufficiali e di presentarsi con apparente credibilità. Gli investigatori ricordano l’importanza di non fidarsi di richieste di trasferimenti di denaro provenienti da contatti non verificati e di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine in caso di dubbi.
