Sequestrano un disabile, lo aggrediscono e lo buttano in piscina “per divertimento”, in manette 2 ventenni
Sequestrano un disabile per due ore, lo insultano e poi lo lanciano in piscina: arrestati due ventenni. La Procura: l’hanno fatto per divertirsi. Il disabile, 50 anni, prelevato in strada e poi condotto con la forza in un’abitazione, dove è stato trattenuto per due ore contro la sua volontà. Gettato in piscina, è stato colto dal panico perché non sapeva nuotare. Pompei, sequestrano disabile per due ore, lo insultano e poi lo lanciano in piscina: due arresti. La Procura: l’hanno fatto per divertirsi. Sequestrato per due ore, dunque, aggredito, insultato, poi lanciato in piscina nonostante non sapesse nuotare, infine abbandonato in piena campagna. La vittima del gioco crudele di due ventenni è un disabile di Pompei, 50 anni, che ha denunciato l’accaduto. Stamattina, gli agenti del locale Commissariato di polizia hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, nei confronti dei due giovani gravemente indiziati dei delitti di sequestro di persona e lesioni personali.
I fatti si sarebbero verificati nel mese di agosto 2024, quando i due indagati avrebbero prelevato in strada una persona incapace per infermità, costringendola con la forza a salire sulla loro autovettura, coprendole la bocca per impedirle di chiedere aiuto e mettendole un braccio intorno al collo per vincerne la resistenza. Quindi – si legge in una nota a firma del procuratore Nunzio Fragliasso – i due l’avrebbero condotta in un’abitazione, dove, privata delle chiavi di casa e del cellulare, la vittima sarebbe stata trattenuta contro la sua volontà per circa due ore. Il disabile – ascoltato dal pubblico ministero Andreana Ambrosino alla presenza di uno psicologo – sarebbe stato schernito a più riprese dai presenti con termini ingiuriosi, gettato nella piscina e costretto con la forza a rimanervi nonostante non sapesse nuotare e gridasse più volte di non riuscire a respirare. Nell’occasione gli indagati avrebbero procurato lesioni personali in diverse parti del corpo alla vittima che, dopo due ore, è stata abbandonata in un fondo agricolo.
Le indagini, svolte dalla Polizia di Stato sotto il coordinamento della Procura di Torre Annunziata, hanno portato all’identificazione degli attuali indagati come gli autori del sequestro di persona e delle lesioni personali, delitti aggravati dal fatto di aver agito per motivi abietti e futili, all’esclusivo fine di diletto, con sevizie e crudeltà inutilmente inferte ad una persona disabile e approfittando della sua minorata capacità che ne limitava la possibilità di difesa. Ad uno dei due indagati l’ordinanza applicativa della misura cautelare è stata notificata in carcere, in quanto già ristretto presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale nell’ambito di altro procedimento penale.
(Fonte Corriere della Sera)
