Smotrich e le sue frasi assurde e irricevibili su Gaza che rievocano i tempi più oscuri del ‘900
“Sappiamo che molti si sentono venire meno nel vedere le nostre uniformi nere: noi ne comprendiamo il motivo”. Più o meno ebbe a dire così H. Himmler durante un incontro ufficiale con le sue SS, le squadre di protezione personale di A. Hitler di cui era il capo. Parole che suonano sinistre; mi sono venute in mente dopo aver parlato ieri con il direttore, ma non sono nulla rispetto a quello che lui mi ha riferito. Essendo io in questo periodo particolarmente distratto mi faceva notare che nell’arco della sua esistenza – e quindi anche della mia – non aveva mai ascoltato da un ministro di qualsivoglia paese dichiarazioni così terribilmente esplicite come quelle pronunciate dal ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich. Il direttore in realtà ha citato l’infido ministro della propaganda del III Reich J. Goebbels come paragone ed è davvero perfetto. Solo che i deliranti discorsi del gerarca nazista li abbiamo ascoltati esclusivamente nei documentari d’epoca, di un tempo che si credeva passato. E invece no, ritorna, ciclico, invertito di segno, con le vittime nel ruolo di carnefici. Ma vediamo di capire chi è Smotrich. Per come la penso io senza alcun dubbio un losco figuro: oltre che ministro e capo del partito di estrema destra Religious Zionism è l’uomo che con i suoi discorsi ha cambiato la narrazione nella politica israeliana spingendosi molto in avanti. Nato in Cisgiordania in un insediamento (ne sostiene l’espansione) ha scalato la scena politica prima come rappresentante dei coloni facendosi portatore di un nazionalismo a sfondo religioso per poi arrivare ai vertici del governo. La sua retorica aggressiva ha suscitato reazioni indignate in diversi paesi compreso il suo. Parlando in un programma radiofonico ha detto «dobbiamo dire la verità: riportare gli ostaggi non è la cosa più importante» perché la prima cosa per lui è «distruggere Hamas». I parenti degli ostaggi non sono stati molto contenti di ascoltare dichiarazioni del genere. Riferendosi invece alla città di Gaza durante incontri pubblici ha usato apertamente parole come sterminio, distruzione, «annientamento totale» fino ad affermare in una recente occasione «mi offro come boia». Siamo davvero oltre ogni limite consentito dalla civiltà, un linguaggio che si può definire criminale, nemmeno degno della più ignobile teppaglia, che varca i confini del contesto politico israeliano e mira a realizzare i deliri messianici di questo personaggio e del suo seguito. Il direttore non a caso ha citato Joseph Goebbels, uno dei personaggi più inquietanti vomitati nel mondo dalle macerie della Prima guerra mondiale. In tanti sono impazziti in quel contesto storico che dopo ha visto la nascita di movimenti come il fascismo e il nazismo che attraverso l’uso sistematico della violenza nel confronto politico riuscirono ad arrivare al potere. Furono anche i primi a usare i metodi della propaganda contemporanea. Un po’ più arretrata quella italiana, più avanzata quella tedesca che arrivò a trasmettere le Olimpiadi del 1936 alla televisione che però serviva pochi utenti. Il “raggio d’azione” di quella propaganda era molto più limitato di quello odierno, i discorsi dell’epoca che vediamo nei documentari non potevano certo avere la velocità di diffusione che hanno oggi le gravissime esternazioni di Smotrich. E non si può più dire “non lo sapevo”. È come se guardassimo il fumo uscire dal camino di Auschwitz continuando a non fare niente proprio come allora. Ma non ci sono più scuse.
