Cronaca

“Candida auris”, il fungo killer degli ospedali, l’alert in Europa: Italia fra Paesi più colpiti

Negli ospedali europei c’è un nuovo allarme: si chiama Candida auris, un fungo pericoloso, che sta contaminando sempre più strutture sanitarie. Ha un’elevata resistenza e provoca un’alta mortalità (fino al 60%, specie se si tratta di pazienti fragili o con altre patologie) se non trattato in modo adeguato. L’Italia è uno dei Paesi più colpiti. Non è un fungo qualunque, perché si diffonde facilmente e soprattutto è molto difficile da combattere con i farmaci che normalmente vengono usati contro le infezioni. A essere più a rischio sono i pazienti già fragili o ricoverati da tempo, che possono ammalarsi in modo grave se lo contraggono. Negli ultimi dieci anni in Europa sono stati registrati più di quattromila casi, e solo nel 2023 se ne sono contati oltre mille. I Paesi più colpiti sono Spagna e Grecia, ma anche l’Italia non è messa bene: siamo al terzo posto con centinaia di casi, circa settecento nell’ultimo decennio.

Il punto è che il fungo non rimane fermo: all’inizio compariva in qualche struttura isolata, ora invece si è diffuso in maniera molto più ampia, arrivando a colpire intere regioni e, in certi casi, tutto il territorio nazionale. E il fatto che resista ai trattamenti lo rende ancora più pericoloso. In alcuni Paesi, i sistemi sanitari non riescono più neanche a distinguere i focolai, perché ormai la sua presenza è troppo estesa.

Anche se la Candida auris colpisce soprattutto chi è ricoverato, riguarda tutti noi, perché se gli ospedali non riescono a contenerla rischia di diventare una minaccia più grande per l’intero sistema sanitario. È una sfida che non va sottovalutata, perché fermarla adesso significa davver evitare conseguenze più gravi in futuro.